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La Corrida: cultura?

 - Agenda del Pianeta Terra

I “Taurini” la chiamano spettacolo, arte, rito, folklore, tradizione popolare, mito, simbolo, cultura, ma è solo una lurida speculazione sul sangue, sulla sofferenza, la tortura, la morte di animali come i tori e i cavalli e sull’imbecillità degli spettatori.

A noi cittadini del mondo, a noi popolo mai ascoltato è affidato il compito di far finire questa barbarie, questa finzione, questa ignorante arretratezza di una minoranza contro una maggioranza di umani e non umani.

 

CULTURA?

Da una parte l’opposizione di tutte le associazioni animaliste internazionali. Dall’altra la paura, l’angoscia che l’impero “Tauromachia” si frantumi e crolli per sempre. Gli animalisti e tutte le persone civili sono giustamente convinti che l’industria del sangue e della morte, indegno spettacolo offerto ai turisti ignari, nasconde solo interessi economici falsamente coperti dalla parola “cultura”, parola che la mafia intellettuale disperatamente ripete in continuazione. Cultura? Ma come mai la Commissione nazionale (per gli affari corrida), nonostante l’intervento degli animalisti, prepara un piano nazionale per salvare la corrida e come mai il Governo Spagnolo promulga una legge di rilancio e tutela della corrida quale patrimonio culturale della nazione, tradendo in fondo l’intelligenza, l’evoluzione mentale, lo spirito moderno del popolo spagnolo che se ne frega di questa stupida e tragica “sceneggiata”?

In questa legge (18/2013 del 12 novembre 2013) i termini “culturale” e “cultura” sono ripetuti ben una trentina di volte ed è alla cultura che si aggrappano i signori della Tauromachia per puri motivi economici cioè per ottenere la sovvenzione del Governo che ogni anno stanzia 571 milioni di euro, e i finanziamenti della Commissione Europea, 129 milioni di euro attraverso le Politiche Agricole comuni.

 

 

 

 - Agenda del Pianeta Terra

Nell'arena in festa, tra musiche e colori, trafitto dalle "picche" e dalle "bandierine", dalla spada e dal coltello, il toro, immobile, vive la sua lenta agonia.

Accanto a lui muore il cavallo, il ventre squarciato sotto la trapunta. Il "matador", eroico e vittorioso, si inchina alla folla che applaude.

E' il finale dell'ultimo atto di una corrida spagnola che alcuni continuano a definire espressione d'arte, di cultura, di folklore.

 

 Il toro

Prima di entrare nell'arena

 

*  viene tenuto al buio, sottoposto a droghe e purghe per indebolire le sue forze

*  viene percosso sulle reni con sacchi di sabbia

*  gli viene cosparsa trementina sulle zampe per impedirgli di star fermo

*  gli viene messa vaselina negli occhi per annebbiargli la vista

*  gli viene infilata della stoppia nelle narici e nella gola per impedirgli di respirare

*  gli vengono conficcati aghi nelle carni.....

 

Quando entra nell'arena (lo spettacolo) 

 

*  gli vengono conficcate dai "picadores" le "picas" che producono dolore ed emorragie

*  gli vengono infilate dai "banderilleros" le "banderillas", arpioni che straziano ancora più i

muscoli, costringendo l'animale ad abbassare la testa

*  viene colpito ripetutamente dalla spada che provoca sempre più gravi emorragie polmonari che soffocano l'animale

 

Quando esce dall'arena (la fine)

 

*  viene trascinato via, spesso ancora agonizzante e paralizzato, ma cosciente.

*  ancora vivo, gli vengono tagliate coda e orecchie, macabri trofei di un'ingiusta vittoria.

*  poi viene macellato.

 

 

I CAVALLI silenziose comparse

 

Anche i cavalli, spesso vecchi e malati, feriti, con le corde vocali tagliate, gli occhi bendati, sono vittime della corrida.

A volte sventrati e rapidamente ricuciti, vengono riportati nell'arena e finiscono agonizzanti senza che nessuno si curi di loro quando sono inutilizzabili

 

 

 

 

Torturare e uccidere il toro non significa - come afferma la pseudocultura ufficiale - "vincere" il male e le forze avverse della natura" ma significa solo SADISMO, IGNORANZA, VIOLENZA, BARBARIE.

Il 70% degli spagnoli è contrario alle corride che sono mantenute in vita solo da un migliaio di persone definite dagli animalisti spagnoli MAFIA TAURINA.

Questa mafia non ha scrupoli nello sfruttare la sofferenza degli animali e la delicata psicologia dei giovani per scopi puramente economici. Per imporre alla Spagna, all'Europa e al mondo questi barbari spettacoli la mafia taurina, impossessandosi dei mass-media, presenta la corrida come arte, folklore, tradizione popolare, mito, rito, simbolo, ottenendo il consenso del Governo spagnolo, che favorisce l’apertura delle SCUOLE DI TAUROMACHIA per giovanissimi, i quali si esercitano su poveri vitellini.

In questo "clima", che mira a creare in Spagna futuri toreri e futuri spettatori, a volte certi preti cattolici si cimentano come toreri o fanno propaganda alle corride per costruire o restaurare chiese e per scopi di "beneficenza". Molto di recente anche le donne fanno le torere ed anche una suora è entrata nell’arena.

Gli impresari di questi orridi spettacoli per rilanciare il mercato in pericolo tentano anche di ESPORTARE LE CORRIDE in Europa, in Francia, Polonia, Italia, Russia, Messico e Argentina e ovunque non ci sia una forte opposizione.

 

Eppure il toro non è un animale da combattimento, è un animale erbivoro, allevato in pascoli fino all'età di 4 anni, poi bruscamente trasferito nell'arena.

Feste sanguinarie

 

E poi ci sono le feste sanguinarie spagnole

Sono più di 3.000 per tutto l'anno.

 

Proibite nel 1963 sono oggi incoraggiate dalle autorità sia civili sia religiose e alcune - considerate di interesse turistico internazionale - vengono sovvenzionate ufficialmente.

Gli animali usati sono bovini, ovini, asini, cani, gatti, conigli, asini, galline, oche....

La maggior parte di queste feste sadico-paesane, organizzate in onore di Gesù, Madonna e Santi, sono torture di bovini ormai inutilizzabili nelle corride e nella riproduzione, quindi utili agli allevatori e ai commercianti di tori per riciclare "gli scarti".

Ricordiamo:

 

Festa del Toro de la Vega (Settembre)

Un popolo di adulti e bambini armati di lancie lunghe fino a3 metri, aspetta l'arrivo del toro per torturarlo e trapassarlo in tutte le direzioni. Risulta vincitore di una LANCIA D'ORO, offerta dal Municipio, colui che, per primo, taglia i genitali al toro ancora vivo.

 

Festa del Toro di Coria (Giugno, Estremadura)

12 tori vengono seviziati e linciati dalla folla inferocita, 2 al giorno per 6 giorni in onore di S. Giovanni.

 

Festa del Toro Embolado (Toro con le corna di fuoco)

Sono più di 50 province di Valencia, Castellan e in altri paesi della Spagna.

Si avvitano alle corna del toro piccoli arnesi con palle di cotone, olio e catrame a cui viene dato fuoco.

Mentre l'animale impazzisce per il catrame infuocato che gli brucia il muso e gli occhi, viene inseguito, perseguitato e bastonato dalla folla.

NOTA:

La violenza sugli animali "istituzionalizzata", cioè accettata, promossa e organizzata dalle amministrazioni locali, dal governo e dalla Comunità europea, può aggravare la tendenza ad un comportamento aggressivo nei confronti degli animali e anche degli uomini.

Il caso delle corride e delle feste è emblematico.

La questione è stata esposta dal biologo e antropologo Georges Heuse, autore della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Animale (presentata all'UNESCO a Parigi nel 1978). Il Prof. Heuse afferma che i pubblici poteri spagnoli sbagliano nell'imporre la corrida a scopo turistico, demagogico ed economico, ignorando i rapporti esistenti tra i crimini contro gli uomini e quelli contro gli animali. "Infatti la TAUROMACHIA DEVE ESSERE CONSIDERATA UN INDICE DI SOTTOSVILUPPO E DI ARRETRATEZZA". "Avviare   un bambino a una corrida è un fatto odioso che la legge dovrebbe punire come un crimine contro detto bambino che rischia di sviluppare inclinazioni crudeli e violente che saranno fatali nella sua salute mentale".

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